open call

Veduta dell'Isola di San Giorgio, sede della Fondazione Giorgio che ospita l'iniziativa Le Stanxe della Fotografia

i vincitori

Su 191 partecipanti e oltre 200 progetti, si sono distinti i lavori dei polacchi Diana Sosnowska con Piccole Perversioni (Il Viaggio Frenetico dell’Utero Errante) e Wojciech Wójcik con Nude e Vestite e dell’italiano Jo Fetto con Les Odalisques (Oltre la carne).

 

Diana Sosnowska (nata nel 1995) è una fotografa polacca; attualmente sta conseguendo il titolo di Master of Fine Arts presso l'Università del Sud della Florida. Nel 2019 ha conseguito la laurea in Fotografia presso la Robert Gordon University in Scozia. Nel corso degli anni passati, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio Female in Focus del BJP e l'Unsigned Award conferito da BBH, oltre ad aver esposto in numerose nazioni quali Italia, Francia, Regno Unito e Stati Uniti.

"Piccole Perversioni (Il Viaggio Frenetico dell'Utero Errante)" è un progetto in corso avviato nel 2023, volto a investigare i territori del desiderio e del disordine attraverso la raccolta e la riproduzione delle Iconografie Isteriche che permeano la nostra cultura visiva con un peso universale. Le immagini presentate in questo progetto sono visioni immaginarie ispirate dalle prove visive e scritte presenti nel famoso testo di fotografia medica "L'Iconographie photographique de la Salpêtrière" di Paul Regnard e Désiré-Magloire Bourneville. Questi autoritratti, a volte teatrali e messi in scena, mirano a svelare i paradossi della Visibilità evocati da una delusione inestinguibile radicata nella nostra storia: la colpa intrinseca del desiderio femminile. Nella clinica Salpêtrière, il desiderio femminile e i gesti femminili, inappropriatamente confinati ai territori della malattia mentale, vengono trattati e regolamentati attraverso varie metodologie, quali l'idroterapia, la terapia elettroshock, il confinamento e la segregazione. Inoltre, queste "Attitudes Passionnelles" sono presentate al pubblico in uno spettacolo perverso, eseguito da pazienti “isteriche” e dottori di grande abilità. Questo progetto fotografico si propone di prendere in considerazione tutte queste testimonianze e di confrontare lo spettatore con una narrazione differente, delineata da una prospettiva femminile.

Wojciech Wójcik, nato a Cracovia nel 1994 e residente a Varsavia, è un attore e fotografo polacco. Wójcik racconta di essere affascinato dalle persone, dalle loro storie e dai loro modi che vuole catturare e trasmettere sulla carta. Scatta prevalentemente foto analogiche, anche se di recente si è cimentato nell’uso di fotocamere digitali. Le tre foto in mostra – Zuzanna, Hanna e Agata – fanno parte di una serie più ampia intitolata Naked and Dressed.

Per Naked and Dressed, ispirato dalle opere di Helmut Newton, il fotografo racconta che per molto tempo ha esitato. Non era infatti sicuro che fosse possibile trasferire l’immagine che aveva in testa sulla pellicola analogica, come poi ha fatto con una fotocamera Mamiya C220. L’idea del progetto è rimasta dentro di lui per alcuni mesi, in attesa di trovare il momento e la modella giusta per eseguirli. Nell’incontro con la modella Agata – foto della serie già avviata Tribute to Helmut Newton – prova a concretizzare la foto a cui da mesi non riusciva a smettere di pensare e ci riesce provando una sensazione bellissima. La pellicola sviluppata riproduce esattamente la sua idea. La doppia esposizione gli è sembrata un modo interessante per rimuovere le maschere umane che indossiamo ogni giorno per trovare una collocazione in questo strano mondo.

Artista visivǝ, Jo Fetto nasce a Napoli nel 1999, vive tra Londra e Napoli. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro personale e per i suoi progetti editoriali e commerciali, caratterizzati da un tratto anarchico. Ha conseguito nel 2020 la laurea in Fotografia di moda al London College of Fashion (LCF). Poco dopo è stato pubblicato il suo primo libro Be My Nest, un lavoro di tre anni realizzato in diversi luoghi in cui Jo Fetto esplora il rapporto tra il subconscio e la casa.

La pratica visiva di Jo Fetto cerca un riparo personale e trasporta lo spettatore in un mondo di esperienza e memoria artificiale. Attraverso l’alchimia, la fotografia analogica e le tecniche di stampa a mano in camera oscura, Fetto crea oggetti che fungono da portali oltre i confini della soggettività e i limiti della politica del corpo. Il suo lavoro approfondisce il potenziale degli scenari visivi per disegnare e rielaborare i sentimenti, come promemoria del valore della natura fugace dell’esperienza e della cattura del significato all'interno della cornice della vita. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia per il suo lavoro personale sia per i suoi progetti editoriali e commerciali. Di recente ha realizzato campagne e commissioni per Vivienne Westwood, Dazed, Vogue Italia e Nowness. Gli scatti esposti, parte della serie Le odalische, appartengono a Beyond Flesh mostra multimediale di Jo Fetto, composta da 10 dialoghi tra Jo e altri artisti come Willy Ndatira, nome d’arte dell’editore e curatore William Cult, Gray Wielebinski, Ines Michelotto, Agnes Questionmark e altri.


«Il corpo contemporaneo può essere ricostruito in una molteplicità di modi, attraverso interventi chirurgici, farmaci, ormoni, identità digitali, trucco e protesi» spiega Willy Ndatira. «Il corpo non è più un destino, ma una serie di decisioni. È l’emergere del corpo mutante. Cos’è il desiderio mutante, cosa ci aspetta dall’altra parte? Il corpo è il luogo della nostra presenza nel mondo e una testimonianza della nostra identità in divenire, ma è anche il nostro legame sociale con l’altro. Beyond Flesh esplora le identità e i desideri di tutti noi. Per il nostro progetto le foto di Jo Fetto utilizzano il soggetto umano e il corpo per trasformare, trasgredire e trascendere. Trasformiamo il corpo e i genitali umani attraverso composizioni, azioni e luoghi. Siamo entrambi consapevoli che il genere e la sessualità sono performance. Ai fini di questo progetto consideriamo la vita come un palcoscenico e il Sé come una performance non scritta con infinite possibilità. La sessualità delle persone è limitata dalla loro immaginazione e dalle norme della società; il lavoro potrebbe essere percepito come trasgressivo, ma la trasgressione o lo shock non sono l'obiettivo. Beyond Flesh spinge contro il sistema binario di genere che impone ciò che può essere espresso o sperimentato dal punto di vista dei rigidi concetti di identità maschile o femminile; il sistema ha storicamente usato la vergogna, la paura, la violenza o la minaccia di violenza. Noi usiamo le forze dell’immaginazione e del desiderio, in questo senso andiamo "oltre la carne". È un transumanesimo in senso più poetico, perché i nostri soggetti e noi stessi rimaniamo carne».

open call 2023

Open call per fotografi under 30 | Candidature fino al 29 febbraio 2024

Hai tra i 18 e 30 anni e la fotografia è la tua passione? Partecipa all’open call della Fondazione Le Stanze della Fotografia!

Il contest, indetto in occasione della prossima mostra HELMUT NEWTON. LEGACY che arriverà a Venezia in marzo 2024, darà la possibilità alle fotografe e ai fotografi selezionati di esporre le proprie opere nell’entrata delle Stanze della Fotografia.

Il fine dell’iniziativa è quello di riconoscere il talento di fotografe e fotografi emergenti, anche non professionisti, incoraggiandoli nel proprio percorso professionale.

La partecipazione all’open call è completamente gratuita e aperta a tutti, professionisti e appassionati di fotografia e prevede che ciascun partecipante realizzi tre fotografie che formino un racconto ispirato alla frase di Helmut Newton: «Il mio lavoro come fotografo è quello di sedurre, divertire e intrattenere».

La giuria che selezionerà gli scatti più rappresentativi è costituita da Matthias Harder, direttore della Fondazione Helmut Newton, da Denis Curti, direttore artistico delle Stanze della Fotografia, da Francesca Malgara, direttrice artistica di MIA Photo Fair e dal celebre fotografo Maurizio Galimberti.

L'esposizione sul grande fotografo di moda è stata esposta al Palazzo Reale di Milano, dal 24 marzo al 25 giugno 2023, e al Museo dell’Ara Pacis di Roma, fino al 17 marzo 2024

i premi

La giuria selezionerà un minimo di nr. 1 e un massimo di nr. 3 vincitori che verranno annunciati in occasione della conferenza stampa di presentazione della mostra “HELMUT NEWTON. LEGACY” a Le Stanze della Fotografia.  

Le fotografie selezionate saranno esposte all’ingresso dello spazio de Le Stanze della Fotografia per tutto il periodo della mostra e verranno pubblicate sui canali social ufficiali della mostra.

la giuria

Denis Curti è direttore artistico delle Stanze della Fotografia. Nel 2014 ha fondato, a Milano, STILL, uno spazio multifunzionale con focus sulla fotografia. È direttore artistico del “Festival di Fotografia” di Capri e in passato ha diretto il “SI FEST” di Savignano sul Rubicone. È direttore responsabile del periodico Black Camera e Course Leader del Master in Fotografia di Raffles Milano. Negli anni Novanta ha diretto la sezione fotografia dello IED di Torino e la Fondazione Italiana per la Fotografia. Per oltre 15 anni giornalista e critico fotografico per le pagine di Vivimilano e Corriere della Sera, dal 2005 al 2014 è stato direttore di Contrasto e vicepresidente della Fondazione Forma a Milano.

Matthias Harder, nato a Kiel nel 1965, ha studiato storia dell’arte, archeologia classica e filosofia a Kiel e Berlino. È membro della German Society of Photography e membro del consiglio consultivo dello European Month of Photography. Dal 2004 lavora come curatore capo all’Helmut Newton Foundation di Berlino (dal 2019 anche come direttore della Fondazione), pubblica regolarmente su prestigiose riviste internazionali, come Art in America, Foam, Aperture, Eikon, Photonews, e ha scritto numerosi articoli per libri e cataloghi di mostre.

Francesca Malgara si è laureata in Fotografia e Multimedia presso l’Università di Westminster, a Londra, dove ha vissuto fino alla fine degli anni Novanta.
Ha lavorato per la galleria di Londra "Michael Hoppen Gallery" curando mostre e occupandosi dei collezionisti della galleria. Dal 1999 in poi ha collaborato con altre gallerie (Photology GalleryRobilant + Voena) organizzando le mostre: “100 for 2000, The Century of Photoart” (Bologna), “Julian Schnabel” (2005, Roma Palazzo Venezia, 2007, Milano, Rotonda della Besana, 2011, Venezia Museo Correr), oltre a essere attiva nel campo della raccolta fondi e della comunicazione. Dal 2006 è impegnata nell’organizzazione di fiere d’arte, come Mint e MIA Photo Fair, e questo le ha permesso di stabilire una vasta rete di contatti tra gallerie e collezionisti di tutto il mondo. Attualmente  fa parte del comitato di selezione del premio fotografico Prix Pictet e dal 2023 è la direttrice artistica di MIA Photo Fair, la fiera di fotografia più importante di Italia.

Maurizio Galimberti, nasce a Como nel 1956. Si accosta al mondo della fotografia analogica focalizzando il suo impegno, in maniera radicale e definitiva, sulla Polaroid, diventando testimonial ufficiale e realizzando il volume POLAROID PRO ART pubblicato nel 1995. Continua la sua ricerca con Polaroid reinventando la tecnica del Mosaico Fotografico che inizialmente adatta ai ritratti. Numerosi divengono i ritratti eseguiti nel mondo del cinema, dell'arte e della cultura.  Il Mosaico diviene ben presto la tecnica per ritrarre non solo volti, ma anche paesaggi, architetture e città. Nel 2003 dedica il suo lavoro alla realizzazione del volume "Viaggio in Italia", un racconto del nostro paese attraverso le Polaroid Singole. Nel 2006 si reca per la prima volta a New York e comincia la sua ricerca sulla luce, sull'energia ispirata da questa nuova città che per l'artista diviene la rappresentazione ideale del mondo contemporaneo. 

la mostra

Dal 28 marzo 2024 sarà la volta della retrospettiva Helmut Newton. Legacy, curata da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation di Berlino, e Denis Curti, in occasione del centesimo anniversario della nascita dell’artista (Berlino, 1920 – Los Angeles, 2004).

Attraverso 250 fotografie, riviste, documenti e video, la mostra ripercorrerà l’intera carriera di uno dei fotografi più amati e discussi di tutti i tempi. Accanto alle immagini più iconiche, un corpus di fotografie inedite, presentate per la prima volta in Italia, sveleranno molti aspetti meno noti dell’opera di Newton, con un focus specifico sugli scatti di moda più anticonvenzionali. Polaroid e contact sheet forniranno inoltre informazioni sul processo creativo di alcuni dei motivi iconici presenti, mentre pubblicazioni speciali, materiali d’archivio e dichiarazioni del fotografo contribuiranno a far comprendere al visitatore il contesto nel quale è nata l’ispirazione di questo straordinario artista.

la fondazione

L’open call è la prima iniziativa della Fondazione Le Stanze Della Fotografia, costituita nel settembre 2023 da Marsilio Arte con il contributo, in qualità di promotore, della Fondazione Venezia.

«Grazie alla nascita della Fondazione Le Stanze della Fotografia potremmo ampliare l’offerta culturale e rendere sempre di più lo spazio nell’Isola di San Giorgio Maggiore un punto di riferimento nazionale e internazionale per questo settore, puntando soprattutto a coinvolgere le giovani generazioni»           

Luca De Michelis, presidente della Fondazione Le Stanze della Fotografia

chi siamo
Dove siamo

Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore
Vaporetto: Fermata San Giorgio, linea 2

ORARI

Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19.
Chiuso il mercoledì

INFORMAZIONI

tel.:+39 041 2412330
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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